Di seguito vi elenco alcuni esempi di libri che sono ambientati e parlano del periodo della Resistenza italiana. Gli autori sono stati essi stessi testimoni della Seconda Guerra Mondiale e vogliono raccontare, ognuno a suo modo, le esperienze fatte e i segni lasciati da uno dei periodi che più ha segnato il nostro Paese.
- Il sentiero dei nidi di ragno - Italo Calvino:Ambientato in Liguria, tra gli stretti vicoli di un paesino della Riviera di Ponente, durante la Resistenza. Il protagonista è Pin, un ragazzino solo e senza guida. La sorella fa la prostituta e tra i clienti ha anche i militari tedeschi; per questo motivo Pin viene scartato e insultato. Per ripicca e per avere la considerazione degli adulti, il bambino decide di rubare la pistola all'amante della donna e di nasconderla. Questo gesto scatenerà una serie di eventi che lo porterà ad essere messo in prigione dai tedeschi e, una volta scappato, ad entrare in contatto con i gruppi di partigiani che si nascondevano tra i monti, diventandone parte integrante. Nel condividere con loro la difficile vita da ribelli, con l'oppressione degli invasori tedeschi, imparerà ad affrontare la realtà di un paese in guerra, con l'aiuto del nuovo amico Cugino, diventato una sorta di padre adottivo.
- La casa in collina - Cesare Pavese:Il libro narra le vicende di Corrado, durante l'estate del 1943, in piena Seconda Guerra Mondiale. L' uomo è un professore quarantenne che vive sulle colline antistanti Torino, non è sposato e ha due donne, madre e figlia, che si occupano di lui e dell'andamento domestico. Corrado tutte le sere si rifugia sulle colline per scampare ai bombardamenti tedeschi sulla città e, così come sfugge alla guerra e ad un quasi obbligato schieramento politico, evita anche di prendersi responsabilità negli altri campi della vita. Tra i partigiani ha amici, Cate, una fiamma del passato, e il figlio di lei, probabilmente suo; nonostante questo non si sbilancia seguendo i loro ideali e le loro azioni. La guerra incombe, i tedeschi incalzano e i suoi amici vengono arrestati, forse uccisi, ma lui fugge e per salvarsi abbandona anche il giovane ragazzo, affidatogli da Cate: niente sembra scrollarlo dalla sua vigliaccheria. Un giorno però si imbatte per caso nella cruda uccisione di alcuni fascisti, da parte dei partigiani di zona. La morte e il sangue così vicini e reali lo fanno riflettere amaramente sulla sua vita e sul periodo storico in cui si trova: la guerra tocca tutti, prima o poi, nessuno riesce a sottrarsi. Tramite Corrado si vive il duro periodo della guerra e dell'inizio della creazione dei gruppi partigiani.
- Il partigiano Johnny - Beppe Fenoglio:E' il settembre del 1943 quando Johnny, un giovane studente di letteratura con l'amore per la cultura anglosassone, decide di unirsi ai partigiani della sua città Alba, nel Monferrato piemontese. Lo fa non tanto per convinzione ideologia, quanto più forse per aver immaginato poeticamente e astrattamente quella vita avventurosa. La realtà però si rivela tutt'altro che epicamente magica: è una lotta quotidiana contro la morte, la fame, la solitudine e soprattutto la guerra che provoca tutto questo. Le guerriglie e le lotte portano il giovane a trovarsi solo, senza più nessun amico, solo con la natura che lo circonda. Ha così la possibilità di fare un'attenta analisi introspettiva, che lo porta a realizzare quanto la guerra possa distruggere un uomo, le sue certezze, i suoi sogni e i suoi desideri. Johnny torna tra la gente, ma non è più in grado di integrarsi normalmente. Il libro è incompiuto, ma è comunque considerato uno dei più pragmatici e originali romanzi sulla Resistenza italiana. Nel 2000 è stato anche tratto un film, che ha lo stesso titolo.
- Il clandestino - Mario Tobino:Il romanzo è ambientato nella Toscana della Resistenza. Racconta di un gruppo di ragazzi, colti e ben educati, che per combattere il fascismo si dedica ad una complicata vita sotterranea. Quello che li fa resistere e andare avanti nella loro lotta è l'amore per la propria città Medusa (nome di fantasia per Viareggio), la profonda fede nelle loro ideologie politiche e l'ardente desiderio di giustizia. Tra di loro c'è Anselmo, un giovane medico (il personaggio più simile allo scrittore), che suo malgrado si è trovato a dover affrontare gli orrori della guerra e vorrebbe soltanto poter vivere il suo Paese e la sua adorata città, senza pensare al passato. La visione romantica della vita è costretta continuamente a cozzare col violento realismo del tempo, ma non soccombe mai.
Fonte:dal web.Armando.it.
martedì 24 aprile 2012
25 Aprile...festa della liberazione dell' Italia.
Il 25 aprile in Italia è la Festa della Liberazione, si ricorda cioè l'anniversario della liberazione dal nazifascismo.
Durante la seconda guerra mondiale (1939-1945), dopo il 1943, l'Italia si ritrovò divisa in due: al nord Benito Mussolini e i Fascisti avevano costituito la Repubblica Sociale Italiana, vicina ai tedeschi e al Nazismo di Hitler, mentre al sud si formò in opposizione il governo Badoglio, in collaborazione con gli Alleati americani e inglesi.
Per combattere il dominio nazifascista si era organizzata la Resistenza, formata dai Partigiani. Questi erano uomini, donne, giovani, anziani, preti, militari, persone di diversi ceti sociali, diverse idee politiche e religiose, ma che avevano in comune la volontà di lottare personalmente, ognuno con i propri mezzi, per ottenere in patria la democrazia e il rispetto della libertà individuale e l'uguaglianza.
Il 25 aprile 1945 i Partigiani, supportati dagli Alleati, entrarono vittoriosi nelle principali città italiane, mettendo fine al tragico periodo di lutti e rovine e dando così il via al processo di liberazione dell'Italia dall'oppressione fascista.
Qualche anno dopo, dalle idee di democrazia e libertà, è nata laCostituzione Italiana.
Fonte:dal web.
Durante la seconda guerra mondiale (1939-1945), dopo il 1943, l'Italia si ritrovò divisa in due: al nord Benito Mussolini e i Fascisti avevano costituito la Repubblica Sociale Italiana, vicina ai tedeschi e al Nazismo di Hitler, mentre al sud si formò in opposizione il governo Badoglio, in collaborazione con gli Alleati americani e inglesi.
Per combattere il dominio nazifascista si era organizzata la Resistenza, formata dai Partigiani. Questi erano uomini, donne, giovani, anziani, preti, militari, persone di diversi ceti sociali, diverse idee politiche e religiose, ma che avevano in comune la volontà di lottare personalmente, ognuno con i propri mezzi, per ottenere in patria la democrazia e il rispetto della libertà individuale e l'uguaglianza.
Il 25 aprile 1945 i Partigiani, supportati dagli Alleati, entrarono vittoriosi nelle principali città italiane, mettendo fine al tragico periodo di lutti e rovine e dando così il via al processo di liberazione dell'Italia dall'oppressione fascista.
Qualche anno dopo, dalle idee di democrazia e libertà, è nata laCostituzione Italiana.
Fonte:dal web.
Hachikò...tratto da una storia vera.
Hachikō (ハチ公?) (Ōdate, 10 novembre 1923 – Shibuya, 8 marzo 1935) fu un cane di razza Akita, divenuto famoso per la sua fedeltà nei confronti del padrone, Hidesaburō Ueno. Dopo la morte di Ueno il cane si recò ogni giorno, per quasi dieci anni, ad attenderlo, invano, alla stazione in cui l'uomo prendeva il treno per recarsi al lavoro.
La vicenda ebbe un enorme riscontro nell'opinione pubblica dell'epoca e ben presto Hachikō divenne, in Giappone, un emblema di affetto e lealtà. Nel1934, al fedele animale fu dedicata una statua e, negli anni, la sua storia divenne il soggetto di film e di alcuni libri. Conosciuto anche come Chūken Hachikō (忠犬 ハチ公,? letteralmente cane fedele Hachikō), il suo vero nome era Hachi (il suffisso "kō" è usato come vezzeggiativo).
Hachikō nacque in una fattoria di Ōdate, nella Prefettura di Akita, il 10 novembre 1923.[1] Era un esemplare maschio di Akita bianco. All'età di due mesi, venne adottato da Hidesaburō Ueno, professore presso il dipartimento agricolo dell'Università Imperiale di Tokyo, che lo portò con sé nella sua abitazione a Shibuya. Ogni mattina, il professor Ueno, pendolare per esigenze di lavoro, si dirigeva alla stazione di Shibuya per andare a lavorare. Il suo fedele cane lo accompagnava sempre e ritornava alla stazione quando il suo padrone rientrava dalla giornata lavorativa.
Il 21 maggio 1925, Ueno morì di ictus mentre era all'università. Hachikō, come ogni giorno, si presentò alla stazione alle cinque del pomeriggio (l'orario in cui il suo padrone solitamente arrivava), ma il professor Ueno non era ancora tornato. Il cane attese invano il suo arrivo. Ciononostante, tornò alla stazione il giorno seguente e fece così anche nei giorni successivi. Con il passare del tempo, il capostazione di Shibuya e le persone che prendevano quotidianamente il treno iniziarono ad accorgersi di lui e cercarono di accudirlo, offrendogli cibo e riparo.
Con il tempo, tutto il popolo giapponese venne a conoscenza della storia di Hachikō; molte persone cominciarono ad andare a Shibuya solo per vederlo e per poterlo accarezzare. Nonostante il passare degli anni e il progressivo invecchiamento, il cane continuò comunque a recarsi alla stazione, quando il suo padrone sarebbe dovuto arrivare. Nell'aprile 1934, venne realizzata, ad opera dello scultore Teru Ando, una statua in bronzo con le sue sembianze, posta nella stazione di Shibuya; un'altra simile venne eretta ad Ōdate, la sua città natale; lo stesso cane fu presente all'inaugurazione.
L'8 marzo 1935 Hachikō morì di filariasi all'età di dodici anni, dopo aver atteso ininterrottamente per ben dieci anni il ritorno del suo padrone. Ritrovato in una strada di Shibuya, la sua morte impietosì la comunità nipponica; la notizia venne inserita in tutte le prime pagine dei giornali giapponesi e venne dichiarato un giorno di lutto per ricordare il suo reiterato gesto di fedeltà nei confronti del padrone.[2]
Durante la seconda guerra mondiale, il governo giapponese, necessitando di quantità ingenti di metalli per costruire le armi, ordinò di usare anche quello della statua di Hachikō. Nel 1948, tre anni dopo la fine del conflitto, Takeshi Ando, figlio di Teru, ricevette la commissione di scolpire una nuova statua raffigurante il cane, sempre nello stesso posto di quella precedente.
Nonostante il corpo di Hachikō sia stato preservato tramite tassidermia ed esposto al Museo Nazionale di Natura e Scienza a nordovest della stazione, alcune sue ossa sono sepolte nel cimitero di Aoyama, accanto alla tomba del professor Ueno. L'8 aprile di ogni anno, in Giappone viene organizzata una cerimonia per ricordare Hachikō, alla quale partecipano vari amanti dei cani che portano il loro omaggio alla sua lealtà e alla sua devozione.
- Fonte...Wikipedia.
domenica 22 aprile 2012
Volevo...potevo...dovevo.
Quando si arriva ad una certa età senza lavoro, ne figli e ne marito si pensa ancora di più al passato.A quello che avremmo potuto o dovuto fare.Si pensa che si é arrivati ad un punto dove si deve dare una svolta alla propria vita e si cerca di scegliere un eventuale marito tra gli uomini disponibili che si conoscono.Mi chiedo é voglia di svolta?O é paura di invecchiare da soli?Di arrivare in età molto avanzata senza sapere chi ci può accudire?La mente si affolla di tanti ma, se, però e ci si ritrova ancora più confusi.Da ragazzi non pensiamo tanto al futuro perchè essendo giovani crediamo di avere tutta la vita avanti, ma quando si arriva all' età della "maturità" tutto cambia.Il tempo sembra scorrere veloce e sembra che gli si stia dietro cercando di afferrarlo per farlo rallentare.Oggi poi é diventato tutto più difficile,il lavoro che é difficile da trovare, matrimoni che falliscono, innamorati che con la crisi tardano a dire il fatidico "si" sull' altare, l' affitto delle case che é salito alle stelle, tutte queste cose ti mettono in crisi e ti fanno star male al punto tale che se non sei malato te li senti comunque un malato e rischi di diventare un malato immaginario.Mi chiedo cosa faccia innescare tutto ciò, é il mondo che é cambiato o siamo noi che siamo cresciuti di "qualche anno" e abbiamo cambiato il nostro modo di vedere le cose e le persone che ci circondano?E' la nostra esperienza che abbiamo acquisito con l' età o il mondo é cambiato?Dobbiamo vivere alla giornata senza più progetti né sogni da realizzare?Di una cosa sono sicura.il passato e l' oggi inteso come giorno sono certi, ma il futuro é sempre stato un punto interrogativo e al giorno d' oggi lo é più che mai.
Moralisti o falsi perbenisti?
In unì epoca dove tutto sta cambiando...dove la medicina sta facendo passi da gigante...dove le donne stano prendendo sempre più coscienza del loro potere...ebbene...esistono ancora i moralisti...o dovremo chiamarli falsi perbenisti?
Sempre pronti a puntare il dico contro a qualcuno e a pensare di qualsiasi cosa o di qualsiasi persona con la loro mente distorta!Gente che definisce gli omosessuali e i bisessuali pervertiti, altri che insultano chi brama un menage a trois...
secondo me non è la società che sta andando in rovina, come sostengono "loro"; ma sono gli impulsi umani che ormai son quasi totalmente repressi!Persone che guardano il colore della pelle del proprio vicino...la religione...osservano come ti muovi...come ti vesti...il trucco...se sei per strada e stai conversando con uomini...sembra di essere nel medio-evo!Eppure oggi come oggi non bisogna scandalizzarsi di niente...fa parte di questa società aprirsi a nuove culture...eppure niente!E' più facile dare della pervertita, perché una sola brutta parola racchiude l' intenzione di mantenere il distacco nei confronti di qualcuno che la pensa diversamente, per darsi un tono e affermare che "io sono diverso da te, sono una persona per bene e queste cose nemmeno le penso"...anzicché confrontare le diverse ideologie e i diversi pensieri?E poi magari nel privato fanno le peggiori porcate...a gente fà solo del falso moralismo,punta il dito e giudica tutto e tutti,si scandalizza per un niente.... !!!Sono falsi bigotti!non sopporto nemmeno io i perbenisti (spesso falsi) che dicono una cosa e poi ne fanno altre!!!trovo che sia giusto esprimere i proprio sentimentisenza aver paura di essere giudicato un pervertito , un folle o un "extraterrestre"Io sono dell' ìdea che ognuno può pensarla come vuole, è quello il bello di questo mondo, che è vario, basta discuterne.Insomma:rispettare tutti e qualsiasi forma di pensiero!Rispettare per essere rispettati!
Sempre pronti a puntare il dico contro a qualcuno e a pensare di qualsiasi cosa o di qualsiasi persona con la loro mente distorta!Gente che definisce gli omosessuali e i bisessuali pervertiti, altri che insultano chi brama un menage a trois...
secondo me non è la società che sta andando in rovina, come sostengono "loro"; ma sono gli impulsi umani che ormai son quasi totalmente repressi!Persone che guardano il colore della pelle del proprio vicino...la religione...osservano come ti muovi...come ti vesti...il trucco...se sei per strada e stai conversando con uomini...sembra di essere nel medio-evo!Eppure oggi come oggi non bisogna scandalizzarsi di niente...fa parte di questa società aprirsi a nuove culture...eppure niente!E' più facile dare della pervertita, perché una sola brutta parola racchiude l' intenzione di mantenere il distacco nei confronti di qualcuno che la pensa diversamente, per darsi un tono e affermare che "io sono diverso da te, sono una persona per bene e queste cose nemmeno le penso"...anzicché confrontare le diverse ideologie e i diversi pensieri?E poi magari nel privato fanno le peggiori porcate...a gente fà solo del falso moralismo,punta il dito e giudica tutto e tutti,si scandalizza per un niente.... !!!Sono falsi bigotti!non sopporto nemmeno io i perbenisti (spesso falsi) che dicono una cosa e poi ne fanno altre!!!trovo che sia giusto esprimere i proprio sentimentisenza aver paura di essere giudicato un pervertito , un folle o un "extraterrestre"Io sono dell' ìdea che ognuno può pensarla come vuole, è quello il bello di questo mondo, che è vario, basta discuterne.Insomma:rispettare tutti e qualsiasi forma di pensiero!Rispettare per essere rispettati!
Maledetta nostalgia!
Spesso ci capita di pensare al passato...a degli incontri mai più dimenticati...ai nostri compagni di scuola...a delle meravigliose gite...e ci accorgiamo che abbiamo provato in quel momento emozioni uniche...ora ritornando con la mente al nostro presente...ci accorgiamo che tutto ci sembra sfuggito di mano...ognuno dei nostri amici di scuola ha preso strade diverse.Al solo pensiero di non averli potuti rivedere più ci piange il cuore...molti di noi vorrebbero che la vita continuasse in simbiosi con la vita di tutti...ma non é possibile!Cosa significa questo?E' solo nostalgia?O stiamo attraversando un periodo no e per questo la nostra mente va a ritroso e ripercorre i momenti più felici trascorsi con le persone a noi più care?Basterebbe mettere un laccio al cuore di ogni persona speciale incontrata nella nostra vita per non farla allontanare da noi?Io penso che a tutti capiti di avere quella che definiamo "MALEDETTA NOSTALGIA"...ma non per questo non dobbiamo continuare a vivere ed a sperare!
Nell' amore conta l' età?
Molto tempo fa una mia amica mi confidò una sua esperienza...per ovvi motivi di privacy...non farò il suo nome vero...ma la chiamerò Laura.
La mia amica Laura mi disse che l' aveva incontrato in un viaggio che fece a Milano.Lei 32 e lui 56 anni...La maggior parte delle donne non prende proprio in considerazione questo tipo di relazione, cioé con un uomo molto più grande di loro.Per Laura quest' uomo gli dava sicurezza...ma senza dubbio...l' uomo maturo ha più fascino del "ragazzino".Dettato dall' esperienza di vita e dalla posizione sociale che occupa...ad un potere economico che un ventenne ‘normale’ non si può permettere, ad una tranquillità ed eleganza che i giovani non hanno ancora raggiunto.
Ora io mi domando il perché la donna é attratta dall' uomo più maturo di lei?
Alcune dicono che l' uomo sa come prenderle...le viziano...sanno parlare e fare sesso molto più dei ragazzi giovani...molte lo fanno per la posizione economica allettante...sa aspettare e rispettare i tempi dellle donne...é galante...moltissime di loro dicono che sa insegnare molto per quanto riguarda l' affrontare le varie problematiche della vita.
Secondo me non é giusto criticare le donne che o per un motivo o per un altro vivono una relazione con un uomo molto maturo più grande di loro...come si suol dire l' amore non conosce età...il cuore segue le ragioni che la ragione stessa non conosce!
E voi?...Cosa ne pensate?
La mia amica Laura mi disse che l' aveva incontrato in un viaggio che fece a Milano.Lei 32 e lui 56 anni...La maggior parte delle donne non prende proprio in considerazione questo tipo di relazione, cioé con un uomo molto più grande di loro.Per Laura quest' uomo gli dava sicurezza...ma senza dubbio...l' uomo maturo ha più fascino del "ragazzino".Dettato dall' esperienza di vita e dalla posizione sociale che occupa...ad un potere economico che un ventenne ‘normale’ non si può permettere, ad una tranquillità ed eleganza che i giovani non hanno ancora raggiunto.
Ora io mi domando il perché la donna é attratta dall' uomo più maturo di lei?
Alcune dicono che l' uomo sa come prenderle...le viziano...sanno parlare e fare sesso molto più dei ragazzi giovani...molte lo fanno per la posizione economica allettante...sa aspettare e rispettare i tempi dellle donne...é galante...moltissime di loro dicono che sa insegnare molto per quanto riguarda l' affrontare le varie problematiche della vita.
Secondo me non é giusto criticare le donne che o per un motivo o per un altro vivono una relazione con un uomo molto maturo più grande di loro...come si suol dire l' amore non conosce età...il cuore segue le ragioni che la ragione stessa non conosce!
E voi?...Cosa ne pensate?
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